08 Settembre 2010
Fabrizio Silei

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NEGARE LA STORIA. Il negazionismo storico della Shoah e la scrittura della storia

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logo La testa rasata di un naziskin
La testa rasata di un naziskin
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logo un naziskin con la divisa nazista
Articolato in uno o più incontri a seconda del desiderio di approfondimento dei ragazzi e delle necessità didattiche degli insegnanti "NEGARE LA STORIA" è un laboratorio sul negazionismo storico della Shoah condotto da Fabrizio Silei.
Non si tratta di una lezione, ma di un vero e proprio laboratorio che intende coinvolgere insegnanti e ragazzi delle scuole medie inferiori o superiori in un ragionamento che si incentra sul tema portante dell´analisi storica, della corretta costruzione della narrazione storica e il corretto uso delle fonti.
Come funziona la costruzione della narrazione storica nelle nostre società? Perché uno stesso evento può essere raccontato in modo diverso? Chi è che giudica qual è la versione più affidabile? E ancora: è giusto negare per legge il negazionismo storico e perseguire i negazionisti? A partire da queste e altre domande Silei imposta un dibattito con i ragazzi e gli insegnanti approfittandone per spiegare il fenomeno del negazionismo storico della Shoah: chi sono i negazionisti oggi e cosa sostengono.
Con esempi e simulazioni d´aula che coinvolgono attivamente i ragazzi si giunge a presentare il metodo della ricerca storica e le sue caratteristiche, si descrive il modo "corretto" di organizzare la narrazione della storia sottoponendo il discorso storico e l´analisi delle fonti al vaglio della comunità scientifica e dando vita a in un dibattito culturale e sociale in eterno divenire.
E´ un percorso che tenta di fornire ai ragazzi gli elementi critici per capire e formarsi le proprie opinioni dei fatti storici.
Revisionismi esasperati, distorsione sistematica delle fonti, visioni ideologiche e suggestioni letterarie e cinematografiche, pongono oggi insegnanti e ragazzi di fronte a versioni differenti di medesimi fatti storici e in alcuni casi alla negazione o la riscrittura di pagine fondamentali della nostra storia recente. Prima fra tutti a seguire questo destino è la Shoah, ma basta pensare al successo del romanzo di Dan Brown e al credito che le ipotesi fantasiose in esso contenute hanno riscosso soprattutto presso i giovani, per avere chiaro come si sia di fronte a una diminuzione della capacità di esercitare il pensiero critico nei ragazzi.
In questo senso anche la scuola gioca un ruolo determinante. Non basta più insegnare una versione dei fatti e della storia, occorre saper motivare e chiarire come si è giunti a quella versione che riteniamo una verità storica, una versione conforme a quanto è realmente e presumibilmente accaduto.
Con il venir meno dei testimoni storici di determinati eventi e il diffondersi di Internet, gli stessi ragazzi che intendano approfondire tematiche come la Shoah, si trovano di fronte ad una pluralità di fonti contrastanti, tutte apparentemente plausibili, che analizzano il fenomeno e in molti casi lo ridimensionano arrivando addirittura a negare la Shoah.
Di fronte alle argomentazioni negazioniste e al loro uso fazioso ed ideologico della storia, anche l´insegnate più preparato può trovarsi in difficoltà. Non sempre infatti certi siti e mezzi di comunicazione portano avanti apertamente idee antisemite e razziste. Il più delle volte è così, ma in molti casi il lavoro è così ben fatto da far sorgere dubbi anche a persone non del tutto digiune di storia.
Ricerche sulla Shoah affidate ai ragazzi nelle scuole hanno dimostrato come essi, nel massicico ricorso ad Internet per lo svolgimento delle stesse, riportassero fra le altre anche notizie d´ispirazione negazionista.
"NEGARE LA STORIA" quando si articola in più incontri si propone come un percorso capace di dare ai ragazzi la possibilità di ascoltare i testimoni storici che hanno vissuto in prima persona la reclusione nei lager, spiegare ai ragazzi come si valuta l´affidabilità di una testimonianza, di un documento o di un sito internet, problematizzare il rapporto intergenerazionale attraverso l´opportunità di sperimentare una corretta arte dell´ascolto, per poi passare ad analizzare le fonti, spiegare come si scrive la storia e smontare le princiapali tesi negazioniste.
Ma anche nella sua versione più limitata, attraverso un solo incontro, il laboratorio è pensato per avviare un dibattito che può in seguito criticamente e efficacemente essere approfondito e recuperato nelle singole classi insieme agli insegnanti.
In alcuni casi Il progetto si è concluso con un viaggio nei campi di sterminio, un modo di toccare con mano i luoghi della Shoah, di capire le trasformazioni che il tempo e le necessità espositive vi hanno sovrapposto, ma anche la forza ineludibile di quei documenti inconfutabili.
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