15 Ottobre 2019
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Nemmeno con un fiore

libri di narrativa e albi illustrati
La copertina del romanzo "Nemmeno con un fiore"
Quella di Nicola non è una famiglia felice, nonostante questo sia lo slogan più ricorrente in casa. Papà è un uomo dal carattere deciso, forte e dispotico, rozzo e aggressivo, di quelli che non ammettono altre decisioni se non le proprie. Nessuno può contraddirlo, mai. Tanto meno sua moglie e sua figlia Mara, una ragazzina che con i suoi quattordici anni inizia a sentirsi grande. Donne, ripete spesso, deboli e fragili, da proteggere e tenere a freno. Con Nicola invece, il piccolo di famiglia, è tutta un´altra cosa, perché è un maschio e tra uomini, ovvio, ci si intende. Del resto il bambino stravede, ricambiato, per suo padre, invincibile ai suoi occhi quanto un super eroe di quei fumetti di cui è tanto appassionato. Tutto l´opposto di mamma, una donna bella ma fragile, silenziosa e delicata, dalla pelle sottile. Distratta, cui nemmeno con un fiore.jpgcapita spesso di cadere, di urtare gli spigoli dei cassetti o le ante degli armadi, inconvenienti che le lasciano brutti lividi e ferite sulla fronte, sul collo e sulle braccia.
Quando un giorno gelido d´inverno la loro vita di famiglia felice per finta incrocia quella di Sarolta - una senzatetto bisognosa d´aiuto che la mamma decide di soccorrere malgrado le regole imposte dal marito - la realtà di segreti e menzogne viene allo scoperto. Nonostante la durezza del tema, Nemmeno con un fiore (Giunti; 8,90 euro) è un racconto lieve e coinvolgente, che entra con delicatezza e attenzione dentro il patologico equilibrio della famiglia violenta dove la rabbia incontrollata del carnefice incontra la paura e i silenzi delle vittime, l´incredulità, l´impotenza o la complicità di altri attori. Fabrizio Silei - premio Andersen 2014 come miglior scrittore - con la sua grande sensibilità e la sua penna felice riesce a raccontare con gli occhi di un bambino l´amore molesto e malato di un padre padrone, di cui l´amore sconfinato di un figlio non riesce a darsi ragione. Dai 12 anni.
Dalla recensione di Rossana Sisti per Avvenire.

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