Bernardo ha dodici anni ed è un balilla con tanto di bicicletta, divisa nera, fez e pistola. Proprio così, Bernardo ha anche una piccola pistola a tamburo che gli ha regalato suo padre per difendersi dai partigiani. Suo padre è il podestà del paese e da giorni è sempre più nervoso e preoccupato: gli Alleati risalgono l’Italia e si avvicinano alla Toscana, iniziano a bombardare i punti strategici e mandano aerei cicogna in perlustrazione.
In questo clima di tensione e di odio per il nemico un giorno Bernardo si trova di fronte, appeso ad un albero con il suo paracadute, un pilota afroamericano, ferito. Credendolo morto decide di tirarlo giù, ma mentre lo fa l´uomo riprende i sensi. Il ragazzino, desideroso di riabilitarsi agli occhi del padre che non ha una grande opinione di lui, estrae la sua pistola e decide di farlo prigioniero. Il ragazzo non può sapere che presto il suo paese sarà liberato dai tedeschi e verrà il tempo della rivincita dei partigiani e delle frange antifasciste. Se lo sapesse forse si comporterebbe diversamente..

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(copertina della prima edizione e dell’edizione scolastica)