L’ornitorinco Atelier prima ancora di essere una sorta di wunderkammer, di camera delle meraviglie, con burattini, trottole, libri, giochi e quant’altro, è una comunità educante, fatta di persone, bambini, famiglie, insegnanti che si ritrovano per giocare e narrare insieme partendo da quella che Fabrizio Silei e i suoi collaboratori definiscono l’idea de “Il bambino narratore”. Un’idea mutuata dalla lezione di grandi maestri come Janusz Korczak, Bruno Munari, Gianni Rodari, Mario Lodi e dalle esperienze più alte della pedagogia contemporanea della narratività.

Attraverso l’uso e il recupero di materiali poveri come legno, carta e cartone, in laboratori sempre diversi e spettacolari che vanno ad esempio dalla creazione di robot di legno con chiodi, chiavi e molle; realizzazione di dinosauri giganti di cartone; oppure, per i più grandicelli, ad esperienze espressive con stampa xilografica e caratteri mobili e tanto altro, si rimette al centro la capacità del bambino e delle famiglie di pensare con le mani, lavorare insieme, vivere la natura, comunicare, raccontarsi e ascoltarsi reciprocamente. Un percorso che parte dalla creatività  dei singoli e della cooperazione grandi/piccoli per dar vita a una comunità educante dove ciascuno si prende cura dell’altro, lo ascolta e lo supporta nell’espressione di sé, dove l’attraversamento e l’esperienza vissuta hanno più importanza del bell’oggetto e del risultato che pure la racchiudono simbolicamente. Il tutto nella convinzione che un bambino espressivo, capace di narrare e narrarsi sia un bambino più sano, maggiormente in grado di immaginare chance di vita possibili, di costruire un’identità dotata di senso e, non da ultimo, di elaborare ciò che gli capita attraverso la parola, e di dire anche il male per poterlo superare meglio.